{"id":8289,"date":"2019-10-31T12:18:12","date_gmt":"2019-10-31T12:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.funiber.org\/it\/?p=8289"},"modified":"2019-10-31T12:18:12","modified_gmt":"2019-10-31T12:18:12","slug":"obesita-e-rimedi-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.funiber.blog\/it\/salute-e-nutrizione\/2019\/10\/31\/obesita-e-rimedi-naturali","title":{"rendered":"Obesit\u00e0 e rimedi naturali"},"content":{"rendered":"<h2>L&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 ora la malattia nutrizionale pi\u00f9 diffusa e un problema di salute pubblica in crescita in tutto il mondo.<br \/>\nIl sovrappeso \u00e8 un fattore di rischio stabilito per il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari, in cui la componente centrale e causale \u00e8 la sindrome metabolica : ovvero la somma di iperglicemia, dislipidemia, ipertensione, infiammazione, stress ossidativo.<!--more--><\/h2>\n<p>Il tessuto adiposo non \u00e8 inerte: gli adipociti producono una variet\u00e0 di molecole biologicamente attive, note collettivamente come adipocitochine o adipochine, quali il Tumor Necrosisi Factor (TNFa ) e interleuchina-6 (IL6).<\/p>\n<p>Esistono diversi trattamenti farmacologici: per esempio, Orlistat (Xenical), che riduce l&#8217;assorbimento del grasso intestinale attraverso l&#8217;inibizione della lipasi pancreatica e Sibutramina (Reductil), che \u00e8 un soppressore dell\u2019appetito. Purtroppo<span class=\"Apple-converted-space\">, <\/span>il consumo di farmaci anti-obesit\u00e0 provoca effetti collaterali come alterazioni della pressione sanguigna e mal di testa.<\/p>\n<p>Gli studi pi\u00f9 recenti sul trattamento dell&#8217;obesit\u00e0 si sono concentrati sul ruolo potenziale di alcune piante che sembrano possano esercitare un effetto positivo sul metabolismo dei lipidi e del glucosio e un\u2018attivit\u00e0 antinfiammatoria.<\/p>\n<p>La medicina alternativa utilizza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di norma integratori a base di erbe come terapia per la perdita di peso. Di seguito sono elencate le pi\u00f9 comuni e gli effetti che esercitano sul metabolismo corporeo:<\/p>\n<p><strong>Camelia sinensis<\/strong><\/p>\n<p>La pianta pi\u00f9 studiata, a causa della sua vasta gamma di effetti tra cui anti-obesit\u00e0 e propriet\u00e0 antiossidanti, \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>la Camellia sinensis. Vari studi hanno mostrato i suoi effetti benefici sull\u2019obesit\u00e0. I suoi meccanismi di azione sono molteplici: l&#8217;inibizione della lipasi pancreatica, attivit\u00e0 di repressione dell&#8217;appetito, down-regulation dell&#8217;adipogenesi, termogenesi. I composti chimici che hanno presunta attivit\u00e0 anti-obesit\u00e0 sono le epigallocatechine, in particolare l\u2019epigallo-catechina 3 gallato, che riduce l\u2019aumento di peso corporeo. Secondo uno studio del 2010 di Base et al, negli esperimenti sull&#8217;uomo, l&#8217;ingestione acuta di estratti di t\u00e8 verde aumenta la percentuale di utilizzo di grasso corporeo, aumentando lipolisi. Nel 2011, Park et al hanno riferito che l\u2019estratto di th\u00e8 verde attuenua lo stress ossidativo epatico, migliorando le condizioni di steatosi.<\/p>\n<p><strong>Hibiscus sabdariffa<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ibisco, o carcad\u00e8, \u00e8 comunemente usato come bevanda analcolica contro infiammazione, ipertensione e disturbi del fegato. Negli studi clinici ( Chang et all 2014) \u00e8 stato riportato un effetto anti-obesit\u00e0. Il consumo per 12 settimane di estratto di H. sabdariffa ha ridotto il peso corporeo, l&#8217;indice di massa corporea, il grasso corporeo e il rapporto vita-fianchi nei soggetti con BMI \u2267 27 e di et\u00e0 compresa tra 18 e 65 anni. I meccanismi di azione sono i seguenti: down regulation dei geni coinvolti nel metabolismo lipidico, inibizione dell\u2019accumulo di goccioline di grasso negli adipociti, down regulation delle lipasi pancreatiche e delle sintesi degli acidi grassi. I polifenoli responsabili di tale attivit\u00e0 sono: kemferolo, delfinidina e acido clorogenico. Studi su ratti hanno inoltre evidenziato riduzione della pressione arteriosa delle 24 ore.<\/p>\n<p><strong>Hypericum perforatum<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;erba di San Giovanni \u00e8 una pianta erbacea perenne, originaria dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia, e successivamente introdotta in America, dove \u00e8 stata naturalizzata. Ha un potenziale sedativo in alterazioni come depressione, ansia e nevralgia. Diversi studi riportano che H. perforatum ha un&#8217;attivit\u00e0 anti-obesit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Il meccanismo di azione in questione per tale composto \u00e8 l\u2019aumento della serotonina circolante, che di norma sopprime l\u2019appetito. Inoltre \u00e8 ricca di polifenoli, quali: quercetina, rutina, iperforina e kempferolo. Secondo uno studio di Husain et al del 2011, l\u2019estratto idroalcolico di h. Perforatum, nei ratti, ha diminuito significativamente il colesterolo totale, le LDL ed i trigliceridi.<\/p>\n<p><strong>Persea americana<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;avocado appartiene alla famiglia delle Lauraceae ed \u00e8 originario dell&#8217;America centrale e meridionale. La sua coltivazione si \u00e8 diffusa in Africa, Asia, Europa e Stati Uniti. \u00c8 stato riportato, da uno studio di Brai et al del 2007, che le foglie di avocado sono tradizionalmente utilizzate come trattamento alternativo per malattie come ipertensione, diarrea, piorrea, emorragia, mal di gola; il frutto \u00e8 invece consumato come cibo. Non ci sono tante informazioni in letteratura sul suo meccanismo di azione, ed in questa direzione dovranno essere effettuati diversi studi clinici. Le sue parti vegetali contengono composti chimici funzionali quali: furano, flavonoidi e curarina. Nei ratti, la somministrazione dei suoi estratti acquosi determina significativa attivit\u00e0 antidiabetica e ipolipidemizzante.<\/p>\n<p><strong>Phaseolus vulgaris<\/strong><\/p>\n<p>I fagioli comuni (Phaseolus vulgaris L.) sono considerati un&#8217;importante fonte di proteine \u200b\u200bnei paesi latino-americani.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>I meccanismi antiobesit\u00e0 sono molteplici: inibizione dell\u2019attivit\u00e0 alfa-amilasi, inibizione dell\u2019appetito ed inibizione della biosintesi dei lipidi. I polifenoli attivi sono i seguenti: quercetina, kempferolo, acido vanillico, stachiosio, verbascosio. Gli studi sui ratti hanno evidenziato che la somministrazione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di estratto di fagiolo secco , sotto forma di farina, ha attivit\u00e0 ipocolesterolemizzante, ipotrigliceridimizzante e antifiammatoria.<\/p>\n<p><strong>Capsico annuum ( c. Annum)<\/strong><\/p>\n<p>Il capsicum annuo, o peperoncino, viene utilizzato prevalentemente come cibo, ma \u00e8 utile anche per il trattamento di ulcere gastriche, reumatismi, alopecia e diabete. Gli effetti antiobesit\u00e0 sono determinati principalmente dal fatto che<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stimola la secrezione di catecolammine, promuove il dispendio energetico e riduce accumulo di massa grassa. La composizione chimica di C. annuum comprende composti come la capsaicina e diversi capsaicinoidi, derivati \u200b\u200bcinnamici, trigonellina, piridina C4-sostituita, amminoacidi, piccoli acidi organici e acidi grassi. Inoltre, C. annum \u00e8 considerata una buona fonte di vitamine C-E-A, vari fenoli e flavonoidi. Secondo studi di Magie et al, del 2014, estratti di c. Annum, somministrati sempre a ratti, determinano riduzione dei trigliceridi sierici, del colesterolo sierico<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>e della glicemia.<\/p>\n<p><strong>Rosmarinus officinalis<\/strong><\/p>\n<p>Il rosmarino (Rosmarinus officinalis L.) appartiene alla famiglia Labiata ed \u00e8 un arbusto perenne sempreverde coltivato in molte parti del mondo e ampiamente usato come spezia, integratore alimentare e per applicazioni cosmetiche. Tradizionalmente, \u00e8 stato usato nelle coliche renali come antispasmodico, per alleviare i sintomi della dismenorrea e dei disturbi respiratori. Diversi studi riportano l&#8217;effetto di R. officinalis per promuovere la perdita di peso. Secondo gli studi di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Harach et al., del 2010, la principale attivit\u00e0 anti-obesit\u00e0 riportata per R. officinalis \u00e8 che determina un aumentao dell&#8217;escrezione di grasso fecale senza diminuire l&#8217;assunzione di cibo. Inoltre in vitro sembra inibire la lipasi pancreatica. Il principale composto bioattivo responsabile di queste attivit\u00e0 \u00e8 l\u2019acido carnosico, seguito dall\u2019acido rosmarinico e dall\u2019acido clorogenico. Sugli studi clinici, Labban et al. (2014 ) hanno riferito che 10 g \/ die di foglie di rosmarino in polvere per 4 settimane somministrate in uomini e donne di et\u00e0 compresa tra 20 e 57 anni, hanno ridotto significativamente il glucosio sierico a digiuno (18%), il colesterolo totale (34%), la concentrazione di LDL (34 %), trigliceridi (29%) e malondialdeide (36%) rispetto ai valori basali. Questi risultati suggeriscono che il rosmarino \u00e8 una buona alternativa naturale per l&#8217;obesit\u00e0 e le sue alterazioni metaboliche.<\/p>\n<p><strong>Ilex paraguariensis<\/strong><\/p>\n<p>Yerba mate (Ilex paraguariensis) \u00e8 una pianta originaria delle regioni subtropicali e una delle pi\u00f9 consumate del Sud America. La sua coltivazione avviene in Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Le sue foglie sono usate per preparare bevande diverse, usate come stimolante moderato del sistema nervoso centrale, diuretico e in preparazioni dimagranti. L&#8217;effetto sull&#8217;assunzione di cibo \u00e8 considerato il principale meccanismo anti-obesit\u00e0 di I. paraguariensis. Infatti migliora il contenuto di neuropeptide Y e pu\u00f2 contribuire alla correzione dell&#8217;iperfagia, indipendentemente dall&#8217;azione della leptina. La ricerca in vivo ha dimostrato che I. paraguariensis ha effetti positivi sulle alterazioni metaboliche, conseguenza dell&#8217;obesit\u00e0, comprese riduzioni del colesterolo sierico, dei trigliceridi sierici e delle concentrazioni di glucosio.<\/p>\n<p><strong>Citrus paradisi<\/strong><\/p>\n<p>Il pompelmo (Citrus paradisi) \u00e8 stato scoperto per la prima volta nelle foreste delle isole caraibiche, nelle Barbados. Ora \u00e8 uno dei frutti ampiamente coltivati \u200b\u200bnegli Stati Uniti, in particolare in Florida, in California e negli altri stati meridionali semi-tropicali. Il frutto \u00e8 un&#8217;ibridazione naturale di pomelo e arancia. La pianta \u00e8 un albero di agrumi subtropicale e appartiene botanicamente alla grande famiglia delle Rutacee di agrumi del genere Citrus. Anche se i pompelmi sono tradizionalmente utilizzati per perdere peso, ci sono solo alcuni studi relativi a questa attivit\u00e0. In una sperimentazione clinica, Fujioka et al. (2006) hanno riportato un effetto anti-obesit\u00e0 del pompelmo fresco, succo di pompelmo e capsule di pompelmo in pazienti obesi con sindrome metabolica diagnosticata. Novantuno soggetti sono stati inclusi in 4 gruppi: placebo (capsule placebo e 207 ml di succo di mela), gruppo 2 (capsule di pompelmo con 207 ml di succo di mela), gruppo 3 (237 ml di succo di pompelmo con capsula placebo) e gruppo 4 (met\u00e0 di un pompelmo fresco con una capsula placebo) tre volte al giorno prima di ogni pasto. Dopo 12 settimane di trattamento, il gruppo 4 ha ottenuto la perdita di peso pi\u00f9 significativa, circa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>1,6 kg, seguito dal gruppo 3 e dal gruppo 2 con 1,5 e 1,1 kg rispettivamente. Il possibile meccanismo antiobesit\u00e0 del pompelmo sembra essere l\u2019aumento della<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>carnitina palmitoil-transferasi 1a (CPT1a) che \u00e8 responsabile del trasporto di acidi grassi a catena lunga nei mitocondri attraverso il legame con la carnitina, e quindi nel passaggio della \u03b2-ossidazione.<\/p>\n<p><strong>Citrus limon<\/strong><\/p>\n<p>La pianta di limone (Citrus limon L.) appartiene alla famiglia delle Rutaceae ed \u00e8 la terza specie di agrumi pi\u00f9 importante dopo l&#8217;arancio e il mandarino. Gli estratti grezzi di diverse parti di limone (foglie, gambo, radice e fiore) hanno attivit\u00e0 antitumorale e potenziale antibatterico. Un meccanismo anti-obesit\u00e0 riportato per il limone \u00e8 l&#8217;up-regulation della \u03b2-ossidazione perossisomale attraverso l&#8217;aumento del livello di mRNA di acil-CoA ossidasi nel fegato e nei tessuti adiposi bianchi. Il limone contiene molte sostanze fitochimiche importanti, tra cui composti fenolici (principalmente flavonoidi) e altri nutrienti e non nutrienti (vitamine, minerali, fibre alimentari, oli essenziali e carotenoidi). In uno studio di Fukuchi et al. Del (2008 ), si \u00e8 visto che l&#8217;integrazione con polifenoli di limone sull&#8217;obesit\u00e0 indotta da una dieta ricca di grassi nei topi, ha migliorato significativamente l&#8217;iperlipidemia (trigliceridi sierici -18%, colesterolo totale -26% e acidi grassi liberi sierici -5%), iperglicemia (insulina -65% e glucosio pi\u00f9 veloce -26%) e resistenza all&#8217;insulina (-75%) rispetto ai controlli non obesi.<\/p>\n<p><strong>Punica granatum<\/strong><\/p>\n<p>Il melograno (Punica granatum L.) \u00e8 un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Punicaceae. Secondo quanto riportato da uno studio di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Lei et al. (2007 ) si \u00e8 evidenziato che il trattamento con estratti di foglie di melograno (400 e 800 mg \/ kg \/ die) per 5 settimane in topi obesi alimentati con una dieta ad alto contenuto lipidico diminuiva significativamente il peso corporeo (12 e 20% rispettivamente), rispetto ai controlli obesi. Il meccanismo anti-obesit\u00e0 riportato per il fiore di melograno \u00e8 l&#8217;espressione epatica di geni responsabili dell&#8217;ossidazione degli acidi grassi. Negli studi clinici, Mirmiran et al. (2010]) hanno riferito che il consumo di olio di semi di melograno (400 mg) due volte al giorno, per 4 settimane, da soggetti iperlipidemici, diagnosticati secondo la definizione del National Cholesterol Education Program, ha ridotto la concentrazione totale dei trigliceridi sierici (20%) rispetto ai valori basali.<\/p>\n<p><strong>Aloe Vera<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;aloe vera appartiene alla famiglia delle liliacee ed \u00e8 ampiamente utilizzata nella produzione di prodotti alimentari e bevande, prodotti farmaceutici e cosmetici. Le specie di aloe sono state utilizzate in tutto il mondo a causa dei loro effetti antitumorali, anti-infettivi, anti-infiammatori, antiossidanti e lassativi. Negli studi clinici, Choi et al. (2010 ) hanno riferito che il trattamento di soggetti in status di pre-diabete, con due capsule (147 mg \/ capsula) di complesso di gel di A. vera dopo colazione e altre due dopo cena per 8 settimane, ha determinato riduzione del peso corporeo ridotto (2,5% ) e della massa grassa (6,2%) rispetto al gruppo placebo. Inoltre, i volontari hanno migliorato le concentrazioni su glucosio (2%), insulina (8%) e resistenza all&#8217;insulina (11%) rispetto ai valori basali. Il meccanismo antiobesit\u00e0 proposto per l\u2019Aloe vera \u00e8 la stimolazione del dispendio energetico e la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>regolazione dei livelli di espressione dei geni epatici codificanti per gli enzimi lipogenici. La composizione chimica di A. vera comprende componenti come i fitosteroli, ovvero lofenolo, 24-metilofenolo, 24-etilofenolo, cicloartanolo e 24-metilenecicloartanolo, antrachinoni, carboidrati, cromoni, enzimi, composti inorganici, lipidi, tannini, amminoacidi, proteine, saccaridi, vitamine, pectine, emicellulose, glucomannano, acemannano e derivati \u200b\u200bdel mannosio. Huseini et al. (2012 ) hanno riferito che i pazienti diabetici di tipo 2 iperlipidemici (ipercolesterolemici e\/o ipertrigliceridemici) di et\u00e0 compresa tra 40 e 60 anni che non usano altri agenti anti-iperlipidemici, che hanno provato capsule di gel di A. vera (300 mg \/ 12 h \/ per 2 mesi), hanno abbassato significativamente il loro colesterolo totale, le concentrazioni di colesterolo LDL, glicemia e livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c).<\/p>\n<p><strong>Taraxacum officinale<\/strong><\/p>\n<p>Il Tarassaco (Taraxacum officinale) \u00e8 un membro della famiglia delle Asteraceae \/ Compositae. \u00c8 considerato un medicinale erboristico per le sue propriet\u00e0 antidiabetiche, coleretiche e diuretiche. Diversi studi hanno riportato che il trattamento con T. officinale potrebbe migliorare la salute, diminuendo l&#8217;infiammazione e i tumori. Il principale meccanismo anti-obesit\u00e0 riportato per T. officinale \u00e8 l&#8217;inibizione in vitro e in vivo della lipasi pancreatica, tuttavia sono necessari ulteriori studi lasciando un campo aperto da esplorare. Il T. officinale \u00e8 ricco di luteolina-7-glucoside, apigenina-7-glucoside, presenti prevalentemente nelle foglie. Sebbene siano disponibili poche informazioni sugli effetti di peso corporeo e grasso, diversi studi riportano effetti sulle alterazioni associate all\u2019obesit\u00e0. Choi et al. (2010 ) hanno riportato effetti ipolipememici della foglia di tarassaco<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>in conigli alimentati con una dieta ricca di colesterolo.<\/p>\n<p><strong>Arachis hypogaea<\/strong><\/p>\n<p>Le arachidi (Arachis hypogaea L.) appartengono alla famiglia delle Fabaceae. La loro coltivazione \u00e8 rilevante in tutto il mondo. L\u2019uso principale di arachidi \u00e8 come cibo o come noci sgusciate o come fonte di olio di semi. I gusci di arachidi sono considerati come un residuo contaminante privo di valore. \u00c8 stato riportato ( secondo uno studio di HU et al del 1998) che il consumo frequente di noci, comprese le arachidi, \u00e8 associato a un rischio significativamente pi\u00f9 basso di malattia coronarica. Moreno et al. (2006)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>hanno attribuito l&#8217;effetto anti-obesit\u00e0 di A. hypogaea alla sua inibizione della lipasi pancreatica e di altre lipasi gastro-intestinali. I gusci di arachidi contengono diverse molecole bioattive, come la luteolina, alcuni acidi grassi, acidi caffeico, ferulico e benzoico, che sono in grado di inibire le lipasi. Attualmente sono in corso studi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>in merito all\u2019azione della farina di arachidi cruda e tostata, sull\u2019inibizione dell\u2019enzima<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di conversione dell&#8217;angiotensina (ACE) in vitro.<\/p>\n<p>Per concludere, quindi, possiamo dire che nel trattamento dell\u2019obesit\u00e0 oltre ad una modifica dello stile di vita, le alternative naturali possono fornire una maggiore aspettativa di salute. Come ho sintetizzato, diverse piante possiedono un potenziale anti-obesit\u00e0 e sono state studiate male, mentre altre non sono nemmeno promosse.<\/p>\n<p>Sono necessari maggiori ricerche in questo ambito con studi clinici ben progettati incentrati sulla sicurezza e l\u2019efficacia di queste alternative naturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dott.ssa Stefania De Chiara<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>-Barnes PM, Powell-Griner E, McFann K, Nahin RL. Complementary and alternative medicine use among adults: United States, 2002. Adv Data. 2002;343:1\u201319.<\/p>\n<p>-Chaudhary N, Bhardwaj J, Seo HJ, Kim MY, Shin TS, Kim JD. Camellia sinensis fruit peel extract inhibits angiogenesis and ameliorates obesity induced by high-fat diet in rats. J Funct Foods. 2014;7:479\u201386.<\/p>\n<p>-Harach T, Aprikian O, Monnard I, Moulin J, Membrez M, Beolor JC, et al. Rosemary (Rosmarinus officinalis L.) leaf extract limits weight gain and liver steatosis in mice fed a high-fat diet. Planta Med. 2010;76:566\u201371.<\/p>\n<p>-Hu FB, Stampfer MJ, Manson JE, Rimm EB, Colditz GA, Rosner BA, et al. Frequent nut consumption and risk of coronary heart disease in women: prospective cohort study. BMJ. 1998;317:1341\u20135.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>-Montague CT, O\u2019Rahilly S. The perils of portliness: causes and consequences of visceral adiposity. Diabetes. 2000;49:883\u20138.<\/p>\n<p>&#8211;<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/26869866\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gamboa-G\u00f3mez CI, Rocha-Guzm\u00e1n NE, Gallegos-Infante JA, Moreno-Jim\u00e9nez MR, V\u00e1zquez-Cabral BD, Gonz\u00e1lez-Laredo RF. Plants with potential use on obesity and its complications. <i>EXCLI J<\/i>. 2015;14:809\u2013831. Published 2015 Jul 9. doi:10.17179\/excli2015-186<\/a><\/p>\n<p>-Rababah TM, Hettiarachchy NS, Horax R. Total phenolics and antioxidant activities of fenugreek, green tea, black tea, grape seed, ginger, rosemary, gotu kola, and ginkgo extracts, vitamin E, and tert-butylhydroquinone. J Agric Food Chem. 2004;52:5183\u20136.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 ora la malattia nutrizionale pi\u00f9 diffusa e un problema di salute pubblica in crescita in tutto il mondo. 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