La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è una condizione caratterizzata da episodi ricorrenti di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, con conseguente ipossia intermittente e frammentazione del sonno. È fortemente associata all’obesità, ma il rapporto tra peso corporeo e severità della malattia è spesso sottovalutato nella pratica clinica oltre che dal paziente stesso.
Tra OSAS e obesità intercorre un rapporto bidirezionale. L’eccesso di tessuto adiposo, soprattutto a livello cervicale e viscerale, riduce il calibro delle vie aeree e ne aumenta la collassabilità. Parallelamente, l’OSAS induce alterazioni metaboliche come resistenza insulinica, alterazioni di leptina e grelina che favoriscono l’aumento di peso, contribuendo a creare così un circolo vizioso tra sonno disturbato e disfunzione metabolica.
La perdita di peso, pertanto, rappresenta uno degli interventi più efficaci nei pazienti sovrappeso o obesi con OSAS. Le evidenze principali vedono una riduzione del peso del 5–10% comportare un miglioramento clinicamente significativo e con cali percentualmente superiori si ha una riduzione dell’Apnea-Hypopnea Index, che indica quante apnee e ipopnee si verificano in media per ogni ora di sonno. Addirittura, in casi selezionati è possibile una remissione parziale veramente significativa.
I meccanismi che intervengono in seguito al dimagrimento e sono responsabili del miglioramento clinico dei pazienti sono differenti e includono la riduzione del grasso perifaringeo, l’aumento della stabilità delle vie aeree e il miglioramento dello stato di infiammazione sistemica.
Tra i vari modelli nutrizionali, la dieta mediterranea rappresenta l’approccio più sostenibile ed efficace in quanto favorisce il dimagrimento e contemporaneamente migliora parametri metabolici. Anche il timing, però, gioca un ruolo chiave ed evitare abbondanti pasti serali comporta un beneficio soggettivo, così come migliorare il comportamento alimentare limitando o abolendo l’alcol riduce l’effetto depressivo sul tono muscolare delle vie aeree.
Come per altre condizioni patologiche, l’approccio multidisciplinare è la chiave vincente e i risultati migliori si ottengono combinando il dimagrimento in salute con l’attività fisica regolare, la corretta igiene del sonno e la terapia con CPAP nei casi indicati.
Integrare il trattamento nutrizionale nella gestione della sindrome delle apnee ostruttive del sonno significa intervenire su uno dei determinanti principali della malattia. Il medico nutrizionista assume quindi un ruolo chiave all’interno del team di cura, non solo per la riduzione del peso, ma per il miglioramento complessivo degli esiti clinici.
Dott.ssa Valentina Fagotto
Fonti bibliografiche:
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